Resort Salento: Ti aspettiamo a Porto Selvaggio

Come ogni anno il Salento si prepara ad accogliere i visitatori provenienti da ogni parte del mondo, pronti a godersi il mare cristallino, le spiagge dorate ed i borghi, custodi di una storia e di tradizioni che affondano le radici in tempi assai antichi.

C’è un luogo che racchiude queste tante anime del Salento: è Porto Selvaggio, una delle quattro bellissime Marine di Nardò, grazioso borgo salentino distante dalla località solo 10 km.

L’incontaminata Porto Selvaggio

Porto Selvaggio, affacciata sul Mar Ionio, sorge, incastonata come uno smeraldo, tra Gallipoli e Porto Cesareo ed è parte del “Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano”, un’area di più di 1000 ettari protetta dalla Regione Puglia ed istituita nel 2006.

resort salentoPer raggiungere la baia di Porto Selvaggio, bisogna percorrere per una ventina di minuti un sentiero che parte da Villa Tafuro, totalmente immerso nella pineta: si rivela una vera e propria esperienza sensoriale, in quanto si attraversano la macchia mediterranea, profumata di lentisco, rosmarino e mirto, ma anche alti boschi di pini marittimi, d’Aleppo e italici.

In questo mondo bucolico la quiete è disturbata solo dal cinguettio di fringuelli, cardellini e donnole.

La baia che si apre davanti agli occhi del visitatore è piccola ed è costituita da ciottoli e sassolini, abbracciata ai lati da basse scogliere che invogliano volentieri piccoli tuffi.

Il mare di Porto Selvaggio assume le più diverse tonalità dell’azzurro, dal turchese allo smeraldo: la trasparenza delle acque è dovuta anche alla presenza di sorgenti di fresca acqua dolce, frequenti peraltro in un territorio carsico quale quello pugliese.

La leggendaria Torre dell’Alto

Dalla baia di Porto Selvaggio è facilmente visibile la Torre dell’Alto oltre la quale sorge la Marina di Santa Caterina: la costruzione risale al 1560.

All’interno è possibile ancora visitare il deposito, la cisterna e il dormitorio dei cavalieri il cui compito, scorti i nemici, era quello di avvisare la cittadinanza in groppa al proprio destriero.

Sorge su un piccolo promontorio a 50 mt di altezza chiamato “dirupo della dannata”: si racconta infatti che nel XVII secolo una ragazza si lasciò cadere nel vuoto dalla rupe, per sfuggire allo “jus primae noctis” impostale dal cosiddetto guercio pugliese, Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona.

Un’altra leggenda racconta che nell’agosto del 1540 il duca Giovan Bernardino Acquaviva, durante un attacco dei turchi, trovò la morte mentre attraversava il ponte che portava alla torre.

La baia di Uluzzo

La Torre dell’Alto fa parte infatti di un antico sistema di avvistamento, nato tra il XVI ed il XVII secolo, di cui fa parte anche Torre Uluzzo da cui prende nome l’omonima baia, sita poco più a nord. Vi si giunge attraversando un sentiero ben più impervio e faticoso, ma il luogo è tra i più selvaggi ed incontaminati del Salento, suggestivo soprattutto al tramonto: qui le scogliere sono più alte e i fondali molto profondi, tanto da invogliare i più coraggiosi ad esibirsi in ardui tuffi da altezze maggiori rispetto a Porto Selvaggio.

La notorietà della baia di Torre Uluzzo è legata anche alla Grotta del Cavallo dove, nei suoi ben 8 mt di sedimenti, sono narrati 120 mila anni di storia: all’interno sono stati ritrovati resti legati all’uomo di neanderthal quali oggetti in pietra e resti di animali.

Molti sono i resort inseriti nel meraviglioso contesto naturalistico di Porto Selvaggio: si tratta di strutture che offrono al visitatore ogni tipo di comfort e di attività di svago, offrendo così un soggiorno all’insegna del relax e dello svago.

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